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3 febbraio 2011

Un vigile di Rimini è stato condannato a risarcire un senegalese della somma di 25 mila euro, colpevole di averlo colpito con un pugno in faccia.

Il senegalese, quando si è verificato l’incidente, era stato sorpreso a vendere prodotti contraffatti. I vigili, che erano intervenuti per fermarlo, sembra l’abbiano circondato nel tentativo di sequestrare la merce illegale. In questo frangente, uno di loro sembra averlo colpito al viso. L’uomo, in seguito all’accaduto aveva chiesto un risarcimento di 80.000 euro, dovendo però anche patteggiare la pena per la merce contraffatta che stava vendendo. Nell’udienza del 23 marzo sarà il giudice a decidere se gli altri vigili presenti devono rispondere di altre accuse. Una versione che produce un fronte comune nella difesa dei vigili sostiene che nessun vigile ha colpito l’uomo senegalese, il quale si sarebbe “ferito” da solo.

3 febbraio 2011

A Roma si è discusso del futuro della professione forense

Posted by elleTv on febbraio 3rd, 2011
Affluenza di pubblico eccezionale al convegno di ieri, 1 febbraio, “Regole e mercato: la sfida delle nuove professioni per far crescere l’economia della conoscenza”; promosso da Uniprof/Aneis, al punto che molti degli spettatori, la maggior parte costituita da esperti di infortunistica stradale, non sono riusciti ad avere accesso alla sala.
Oggetto del dibattito è stata la riforma della professione forense che, se verrà approvata così come è stata proposta, rischia di cancellare la figura del consulente stragiudiziale, lasciando senza lavoro oltre 50.000 professionisti.
L’intervento di Luigi Cipriano, Presidente ANEIS – Associazione Nazionale Esperti Infortunistica Stradale, tra i più apprezzati dell’incontro, ha ribadito la sua contrarietà al progetto di riforma, dichiarando: “Se la riforma venisse approvata, limiterebbe l’esercizio dell’attività stragiudiziale in forma autonoma in favore solamente degli avvocati, abolendo figure quali patrocinatori stragiudiziali, esperti di infortunistica stradale, consulenti specializzati in rami avanzati del diritto. Professioni che sono sul mercato da oltre cinquant’;anni non possono essere cancellate all’improvviso con una norma anticostituzionale. E’ il mercato che fa le professioni e non certo il contrario.”
Antonio Catricalà, Presidente Autorità Garante Concorrenza e Mercato, durante il suo intervento, ha sottolineato la necessità di abolire questa riserva di legge a favore degli avvocati. Una simile riserva di legge comporterebbe, inoltre, un aumento dei costi per i consumatori, costretti a ricorrere solamente alla consulenza di avvocati, con parcelle decisamente più elevate.
Infine, Raffaello Vignali, Presidente della X Commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo, ha espresso il proprio impegno per far sì che questa esclusiva in favore degli avvocati venga abbandonata e ha, inoltre, dichiarato di voler interpellare la Commissione per richiedere un parere in merito alla questione.

Affluenza di pubblico eccezionale al convegno di ieri, 1 febbraio, “Regole e mercato: la sfida delle nuove professioni per far crescere l’economia della conoscenza”; promosso da Uniprof/Aneis, al punto che molti degli spettatori, la maggior parte costituita da esperti di infortunistica stradale, non sono riusciti ad avere accesso alla sala.
Oggetto del dibattito è stata la riforma della professione forense che, se verrà approvata così come è stata proposta, rischia di cancellare la figura del consulente stragiudiziale, lasciando senza lavoro oltre 50.000 professionisti.
L’intervento di Luigi Cipriano, Presidente ANEIS – Associazione Nazionale Esperti Infortunistica Stradale, tra i più apprezzati dell’incontro, ha ribadito la sua contrarietà al progetto di riforma, dichiarando: “Se la riforma venisse approvata, limiterebbe l’esercizio dell’attività stragiudiziale in forma autonoma in favore solamente degli avvocati, abolendo figure quali patrocinatori stragiudiziali, esperti di infortunistica stradale, consulenti specializzati in rami avanzati del diritto. Professioni che sono sul mercato da oltre cinquant’;anni non possono essere cancellate all’improvviso con una norma anticostituzionale. E’ il mercato che fa le professioni e non certo il contrario.”
Antonio Catricalà, Presidente Autorità Garante Concorrenza e Mercato, durante il suo intervento, ha sottolineato la necessità di abolire questa riserva di legge a favore degli avvocati. Una simile riserva di legge comporterebbe, inoltre, un aumento dei costi per i consumatori, costretti a ricorrere solamente alla consulenza di avvocati, con parcelle decisamente più elevate.
Infine, Raffaello Vignali, Presidente della X Commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo, ha espresso il proprio impegno per far sì che questa esclusiva in favore degli avvocati venga abbandonata e ha, inoltre, dichiarato di voler interpellare la Commissione per richiedere un parere in merito alla questione.

1 febbraio 2011

direttamente dalla fonte 2M, un interessante “decalogo” che mette nero su bianco i vantaggi della mediazione come arte e come tecnica lavorativa a supporto dell’interesse di ogni parte lesa:

Il Mediatore assiste le parti nell'individuazione di una soluzione congeniale a tutti.

Conciliazione e Mediazione

1) La mediazione e’ efficace: la mediazione è il superamento di un negoziato; infatti l’intervento di una terza parte neutrale aumenta enormemente il numero di chances di risoluzione positiva della causa. Essa permette inoltre di preservare i rapporti per eventuali sviluppi futuri.

2) La mediazione fa accelerare i tempi: solitamente può esaurirsi in uno o due incontri, ma la sua durata viene scelta dalle parti.

3) La mediazione conviene economicamente: le parti conoscono in anticipo il costo dell’intervento del mediatore che, paragonato ai costi di gestione di una causa, risulta essere indubbiamente più conveniente.

4) La mediazione non pregiudica nulla: indipendentemente dall’esito, le parti non perdono alcun diritto. Anzi, la causa continua fino al raggiungimento di una soluzione. Le parti non sono obbligate a negoziare, pertanto sono libere di abbandonare le trattative in qualsiasi momento.

5) La mediazione è sinonimo di massima discrezionalità: qualsiasi notizia o informazione svelata al mediatore non potrà – previa autorizzazione dell’interessato – essere usata in altra sede o comunicata alla controparte.

6) La mediazione non è indice di debolezza: la richiesta di un intervento di mediazione è segno di gestione intelligente delle proprie risorse e di realistica valutazione dei fattori di rischio e di costo che caratterizzano un’avventura giudiziaria.

7) La mediazione non ostacola gli interessi degli avvocati: l’avvocato che ha ottenuto la chiusura soddisfacente di una causa, in tempi brevi, con bassi costi e attraverso l’eliminazione delle relative incognite godrà sempre della gratitudine, della stima e soprattutto della fedeltà del suo cliente.

31 gennaio 2011

E’ con immenso piacere che vi presentiamo la nostra fanpage ufficiale su Facebook. Sarà per noi un punto di riferimento costante per essere in contatto con affiliati, clienti finali, partner di settore etc..

Avremo modo di comunicarvi tempestivamente novità, appuntamenti, incontri, tutto quello che ci riguarda da vicino e che riguarda il nostro lavoro…

E saremo felici di sentire cosa avete da dirci, da proporci… su tante tematiche il confronto è sempre aperto!

Venite a trovarci su Facebook… Studio 2m, Franchising Infortunistica.

31 gennaio 2011

Anche in Italia sta diventando finalmente una concreta realtà la possibilità, per le PMI, di aggregarsi e di federarsi per crescere insieme. L’eccellenza dei distretti diventa punto di forza, e la logica del network confederato può aiutare la valorizzazione sia sui mercati interni che esteri.

In “tempi ragionevolmente brevi”, secondo il vicepresidente di Confindustria Aldo Bonomi, le aziende italiane potranno accedere a finanziamenti per un plafond di 48 milioni di euro (20 mln per il 2011, 14 mln per il 2012 e 14 per il 2013).

L’Unione Europea ha approvato la serie di agevolazioni fiscali italiane previste dalla legge per progetti e prestiti ad aziende e Pmi aggregate fino al 2013 (progetti di reti d’impresa di qualsiasi dimensione, localizzazione territoriale e settore di attività e fa riferimento al periodo 3 luglio 2010 – 31 dicembre 2013).

Dichiara sempre Aldo Bonomi: “finalmente anche le Pmi italiane, e non solo i cluster internazionali, avranno diritto a una forma di agevolazione”.

Mentre si attendono i decreti attuativi, le PMI italiane intravedono una boccata di ossigeno e una speranza per il futuro. Per quanto l’accesso al credito rimanga burocraticamente e fiscalmente arduo, pensiamo di poter salutare come network di agenzie per la mediazione creditizia con ottimismo queste importanti direttive.

Ci muoviamo in tempo per tradurre in progetti reali la possibilità di richiedere prestiti e finanziamenti come aggregazioni di imprese, far crescere i network d’eccellenza e le capacità locali in un unico framework organico.

30 gennaio 2011

Segnaliamo una pubblicazione di settore utile per tutti: coloro che lavorano nel settore dell’infortunistica stradale potranno confrontarsi con un compendio utile nell’attività lavorativa quotidiana, coloro che invece sono adepti dell’argomento potranno muovere i primi passi e capire quanto possa essere efficace non solo documentarsi in prima persona, ma anche quanto sia decisivo farsi seguire, se parte lesa in un incidente, da professionisti del settore stragiudiziale.

26 gennaio 2011

L'imprenditore, parte lesa nell'incidente di un dipendente.

La quasi totalità dei datori di lavoro, degli imprenditori e dei titolari di piccole e medie imprese non è in possesso di questa informazione, tutt’altro che trascurabile: in caso di assenza lavorativa di un dipendente, causata da un incidente stradale la cui responsabilità è di terzi, l’azienda può recuperare il costo del danno indiretto.

Quando un proprio dipendente si assenta dal lavoro per le conseguenze di un incidente subito, le aziende solitamente si fanno carico di tanti costi: tasse, contributi, accantonamenti in primo luogo; poi anche di ulteriori spese per la mancata produzione, per le ore di straordinario lavorate da altri dipendenti e di eventuali penali con il cliente finale se slittano o saltano scadenze e consegne. Infine, fattore non irrilevante, l’assenza di un dipendente si traduce sempre in un rallentamento della produzione aziendale e in un mancato guadagno dell’azienda stessa.

In definitiva, nell’infortunio subito dal dipendente, l’azienda ha tutto il diritto ad essere risarcita come parte lesa. Per gli imprenditori informati questa è una buona notizia: il danno subito per responsabilità di terzi può essere quantificato, dimostrato e risarcito come tutela dei diritti del datore di lavoro.

Per l’imprenditore il risarcimento è un diritto, e con le competenze dei consulenti di infortunistica stradale, è possibile ottenerlo.

26 gennaio 2011

Oakland, California. Oracle riconosciuta parte lesa.

E’ un risarcimento da capogiro quello che la giuria ha deciso di aggiudicare a Oracle, la società guidata da Larry Ellison. Mentre SAP, vendor tedesco, presenta ricorso per non dover sborsare l’astronomica cifra di  1,3 miliardi di dollari, Oracle insieme alla sua squadra di legali esulta per il verdetto.  

La Corte Distrettuale di Oakland, in California, si è pronunciata in tempi record: dopo le arringhe finali, la giuria ha impiegato meno di un giorno per deliberare. Il risarcimento non ha raggiunto quota 1.7 miliardi richiesta da Oracle, ma è comunque il risarcimento più grande al mondo per un caso di violazione di diritti d’autore e di pirateria informatica.

Larry Ellison, CEO di Oracle, aveva dichiarato nelle sue testimonianze che SAP avrebbe dovuto pagare fino a 4 miliardi di dollari per coprire i costi delle migliaia di copie che TomorrowNow, società comprata da SAP nel 2004,  aveva scaricato illegalmente per tre anni. Per il centinaio di brevetti infranti, SAP aveva tentato una mediazione con Oracle di 40 milioni di dollari. Per Larry Ellison, terzo uomo più ricco d’America con un patrimonio di 27 miliardi di dollari, non erano sufficienti e ha pensato di andare avanti con i suoi avvocati senza compromessi.

SAP, adesso, deve cercare in tutti i modi di modificare l’esito della sentenza, se non vuole rimetterci una cifra equivalente a più del doppio della sua ultima trimestrale.

26 gennaio 2011

Studio 2M, dalla parte dei lavoratori

Dopo la 60° giornata nazionale dedicata alle vittime di incidenti sul lavoro, c’è stato un gran parlare di media e politici sull’argomento, ripromettendo interventi radicali a tutela dei lavoratori. Se si va un po’ oltre le apparenze, è apprezzabile il dato in discesa delle morti bianche rispetto al 2009, ma questo però è solo uno specchietto per le allodole se andiamo a conteggiare il numero delle vittime e non solo delle “morti”: tra gli incidenti invalidanti, rientra la vasta casistica di mutilazioni e di malattie professionali.
Il numero delle vittime continua ad essere alto, e forse la diminuzione percentuale delle morti è un dato spurio, a fronte della crescente disoccupazione e della riduzione delle ore lavorate. Nel rapporto tra lavoratori e azienda, il tema della prevenzione è molto trascurato e quello della sicurezza non adeguatamente tradotto in pratica.
Il lavoro è lo strumento che porta l’uomo alla nobilitazione e all’affermazione sociale: i torti, le ingiustizie e i danni subiti quando si svolgono attività lavorative non devono passare sotto silenzio. La parte lesa ha diritto al risarcimento, se riconosciuta vittima di ingiustizie.
Il risarcimento deve ricoprire il danno materiale, biologico, morale e patrimoniale. Purtroppo, non sempre è così. Il cittadino, poco consapevole delle dinamiche stragiudiziali, trascura suo malgrado molti elementi che, alla fine dell’iter legale, non si traducono in un risarcimento. Ottenere tutto ciò che gli è dovuto non è automatico: la prassi richiede attenzione e competenze sia alla parte lesa, sia alla studio di assistenza infortunistica incaricato di seguirne l’iter.

25 gennaio 2011

 

E’questo il titolo di una bella iniziativa a favore di tutti i cittadini italiani. Lady Asl è una docufiction che racconta dettagliatamente i fatti in cui è stata coinvolta Lady Asl, l’imprenditrice che ha manovrato i fili per un accreditamento di 80 milioni di euro a cliniche false.

Uno scandalo di dimensioni enormi, una truffa alla Stato e a ogni cittadino italiano. I danni prodotti da simili atti non sono solo prettamente economici: i soldi sottratti hanno innescato manovre oscure e disservizi gravi, sempre a scapito della salute e dell’incolumità del cittadino ignaro.

La video-inchiesta tenta di svelare un deplorevole intreccio politico-imprenditoriale che si arricchiva alle spalle della comunità, senza pensare alle conseguenze. Proprio per non incorrere in tali conseguenze, è bene essere consapevoli di ciò che potrebbe succedere: se si rimane coinvolti in un disservizio, in un incidente, in un caso di malasanità, il silenzio è la cosa più dannosa, per se stessi e per gli altri.

Intraprendere azioni legali significa difendere i propri diritti e talvolta, la propria vita.